Madre di elisabetta ii voleva che sposasse un altro uomo prima di philip: cosa racconta l’autore
Prima che il principe Filippo conquistasse il cuore della regina Elisabetta II, un altro possibile pretendente aristocratico avrebbe potuto entrare in corsa per il destino della futura sovrana. Ricerche e testimonianze raccolte da esperti e fonti di ambiente di corte delineano un quadro in cui, accanto al legame che poi avrebbe prevalso, si sarebbero affacciate anche altre candidature, sospinte o frenate da interessi e dinamiche familiari.
Hugh, conte di Euston e la possibile scelta per Elisabetta
Secondo lo storico della monarchia Hugo Vickers, autore di “Queen Elizabeth II: A Personal History”, le sue indagini avrebbero evidenziato che Hugh, conte di Euston — successivamente divenuto 11º duca di Grafton — sarebbe stato considerato come abbinamento plausibile per la giovane principessa, prima che il suo interesse si indirizzasse verso l’uomo che sarebbe diventato il grande amore della sua vita.
il ruolo della regina madre e il prestigio dei granatieri
Vickers attribuisce alla regina madre una preferenza molto netta: la madre avrebbe voluto che la figlia sposasse un granatieri guardia, descritti come il reggimento britannico più prestigioso. Nel racconto, l’idea centrale è che un Grenadier Guard rappresentasse il vertice dell’immaginario e della gerarchia militare britannica.
Durante il periodo bellico, quando Elisabetta e la principessa Margaret erano ospitate a Windsor, sarebbero stati presenti numerosi granatieri. Margaret avrebbe ricordato che l’intero castello sembrava circondato da filo spinato: non avrebbe impedito davvero l’ingresso dei tedeschi, ma avrebbe tenuto fuori gli intrusi entro i confini.
una candidatura che avrebbe potuto diventare concreta
Con così tanti granatieri nelle vicinanze, la regina madre avrebbe cercato di guidare il percorso di Elisabetta verso uomini legati a quel contesto, con un’aspirazione esplicita a farla sposare con Lord Euston. Vickers sostiene che una possibilità del genere, in un certo momento, potrebbe essere stata contemplata fino a poter accadere.
diari e percezioni di corte: “destino più alto” e riserve
Nel quadro delineato dal libro, un ruolo importante è attribuito al politico Sir Henry “Chips” Channon, le cui annotazioni avrebbero registrato ciò che veniva discusso nei salotti reali e dell’alta società. Nel 1943, secondo quanto riportato, Channon avrebbe ritenuto che Hugh fosse “reserved for a higher destiny — the very throne itself”, cioè destinato a un destino superiore, fino al trono stesso.
un’idea contrastata: la preferenza per un nobile inglese
Il real expert Richard Fitzwilliams suggerisce che la regina madre avrebbe potuto preferire un aristocratico inglese. In parallelo, nel testo viene riportata anche la voce di Lady Brigid Guinness, che avrebbe detto a Channon come, mentre Hugh la stava corteggiando, lei pensasse che finisse con il legarsi alla giovane principessa Elisabetta perché “she likes him”.
un aiuto decisivo e l’uscita di scena di Euston
Secondo le ricostruzioni contenute nel libro, a favorire l’avvicinamento tra Filippo e il destino che lo avrebbe portato al matrimonio con la regina sarebbe stato Lord Mountbatten, zio del principe. Mentre altri pretendenti, tra cui Hugh, sarebbero caduti fuori dal quadro, Mountbatten avrebbe facilitato un passaggio professionale che lo avrebbe “spostato” lontano dalla possibilità di diventare l’abbinamento reale.
Earl of Euston e incarico in India
Vickers riferisce che Lord Mountbatten sarebbe stato determinante nel far ottenere a Earl Euston un incarico di rilievo come ADC (Aide-de-Camp) al Viceroy of India. Da qui, Euston sarebbe stato inviato in India, elemento interpretato come concreto per allontanarlo dalla scena e ridurre le possibilità che la storia prendesse una direzione diversa.
come veniva percepito Hugh: troppo passivo
La narrazione del libro sostiene anche che Hugh sarebbe poi caduto “in disgrazia”, perché la famiglia reale lo avrebbe considerato troppo passivo. A ottobre del 1943, Channon avrebbe scritto che la famiglia reale aveva incoraggiato la relazione, ma l’avrebbe abbandonata definendola “too inert and énervé”, quindi troppo inerte e spossante. Un ulteriore elemento viene attribuito a Billy Whitaker, granatieri guardia a Windsor, che avrebbe detto a Channon di ritenere che Hugh non fosse mai stato davvero preso in considerazione seriamente, mentre Filippo sì.
perché Elisabetta sposò principe Filippo: lettura della scelta
Vickers descrive il matrimonio con Filippo come un esito più adatto: Filippo, nel suo racconto, sarebbe stato “a breath of fresh air”, con una buona carriera navale durante la guerra e idee molteplici. La preoccupazione, sempre secondo Vickers, era che potesse diventare un “modernizzatore”. Il punto di arrivo della ricostruzione è che i timori sarebbero stati riconosciuti come corretti e, nello scenario alternativo, un duca di Grafton descritto come colto e affabile non avrebbe avuto la stessa spinta propulsiva.
dal corteggiamento alle lettere: la relazione tra Elisabetta e Filippo
Nel testo, la relazione tra Elisabetta e Filippo viene presentata come progressiva e alimentata soprattutto da lettere e incontri occasionali. Durante la seconda guerra mondiale Filippo avrebbe servito nella Royal Navy e i due avrebbero scambiato corrispondenza. Verso la metà degli anni ’40, il legame sarebbe diventato più serio.
presenza in famiglia e resistenze ai margini
Filippo avrebbe visitato la famiglia reale durante i periodi di licenza. La principessa avrebbe mantenuto un forte impegno nonostante le preoccupazioni emerse in ambienti di corte, tra cui finanze, origine e connessioni familiari di Filippo.
il viaggio in Sudafrica e il consenso del padre
Secondo Helena Chard, broadcaster e fotografa, Elisabetta avrebbe avuto un percorso emotivo immediato: la principessa di tredici anni avrebbe “falling head over heels” per il diciottenne Filippo nel weekend cruciale di luglio 1939, restando colpita dal suo aspetto e dal fisico atletico, tanto da conservare una fotografia di Filippo in camera.
Chard aggiunge che i genitori avrebbero giudicato Filippo un match troppo audace e poco adatto, e avrebbero preso in considerazione altri pretendenti dell’alta società, tra cui il conte di Euston. Dopo il matrimonio di Fortune, questa figura sarebbe poi diventata una confidente e amica vicina di Elisabetta, restando nella casa reale per 69 anni e accompagnando la regina in tournée all’estero. Il racconto precisa anche che Elisabetta avrebbe rifiutato di guardare ad alternative: se fosse stato possibile un abbinamento, sarebbe stato solo quello con Lord Porchester, soprannominato “Porchie”, legato alla passione per le corse dei cavalli, ma con una relazione descritta come platonica.
La ricostruzione prosegue con la convinzione maturata da Elisabetta: dopo un tour reale in Sudafrica, avrebbe convinto il padre a consentire il matrimonio. La formula riportata è che, per il re, la distanza avrebbe fatto crescere il legame. Chard sottolinea che, con Filippo lontano, la principessa lo avrebbe sentito ancora di più.
la valutazione del re e l’accelerazione dell’annuncio
Un’ulteriore voce nel testo proviene da Ian Pelham Turner, secondo cui il re non sarebbe rimasto particolarmente affezionato a Filippo, considerandolo un giovane piuttosto brusco. Di fronte all’innamoramento della figlia, avrebbe organizzato un viaggio reale di raffreddamento con la sorella Margaret, misura che però non avrebbe cambiato l’esito: Elisabetta aveva già deciso.
Chard afferma che i genitori avrebbero infine concesso il pieno benestare. L’annuncio ufficiale dell’impegno sarebbe arrivato nel luglio 1947. Il matrimonio con un legame “scelto” anziché “imposto” viene presentato come un grande successo: Filippo, in questa lettura, sarebbe stato il più affascinante tra i candidati considerati.
sviluppi familiari: il matrimonio di Hugh e il suo percorso
Nel racconto, la traiettoria personale di Hugh prosegue dopo la fuoriuscita dalla scena del corteggiamento. Nel 1946 avrebbe sposato Ann Fortune Smith, appartenente alla famiglia bancaria Smith. A partire dal 1953 Ann avrebbe assunto il ruolo di Lady of the Bedchamber fino al 1966, poi Mistress of the Robes per la regina dal 1967 fino alla morte nel 2021, all’età di 101 anni.
Filippo e l’impegno reale: una lunga presenza al fianco della regina
Il testo descrive un percorso storico consolidato dopo le nozze del 20 novembre 1947. Nel 1952 il re sarebbe deceduto a seguito di un cancro all’età di 56 anni. Filippo avrebbe lasciato la carriera navale prima di impegnarsi a diventare “liege man of life and limb, and of earthly worship”.
La ricostruzione evidenzia la durata e l’intensità del suo servizio: oltre sette decenni a supporto della moglie, con più di 20.000 impegni reali per rafforzare gli interessi britannici nel paese e all’estero. Filippo avrebbe guidato centinaia di associazioni benefiche, avrebbe avviato programmi che aiutarono gli studenti britannici a partecipare ad avventure all’aperto e avrebbe avuto un ruolo di primo piano nel crescere i quattro figli.
Il testo riporta anche un’interpretazione personale: Helena Chard afferma che Filippo sarebbe stato destinato a stare con la regina, venuta a mancare nel 2022 all’età di 96 anni.
controfigure e percezioni iniziali: la visione su Filippo
Un ulteriore passaggio chiarisce che, all’inizio, Filippo non sarebbe stato considerato “appropriato” per molti, soprattutto da figure di corte: sarebbe stato percepito come troppo straniero, troppo ruvido, troppo ambizioso e non abbastanza inglese. La conclusione del racconto è che l’impegno della regina verso di lui sarebbe stato un segnale della profondità dei sentimenti, nonostante le pressioni provenienti da più parti. Il legame viene descritto come fondato su amore e reciproca comprensione, meno comune nel contesto delle unioni reali.
personalità citate
- Hugo Vickers
- Hugh, conte di Euston (11º duca di Grafton)
- Queen Elizabeth II
- Queen Mother (regina madre)
- Princess Margaret
- Sir Henry “Chips” Channon
- Richard Fitzwilliams
- Lady Brigid Guinness
- Lord Mountbatten
- Billy Whitaker
- Helena Chard
- Ian Pelham Turner
- Hilary Fordwich
- Ann Fortune Smith
- George VI
- Lord Porchester (“Porchie”)
- Ted Hughes (citato in contesto fotografico)
- Filippo, duca di Edimburgo
- Asociated Press (fonte citata nel testo)


