Re carlo interviene dopo il duro colpo subito principe harry agli invictus games
La partecipazione dell’Uganda agli Invictus Games è tornata in discussione dopo un iniziale ritiro legato alle dichiarazioni sulla posizione di Harry all’interno della famiglia reale britannica. L’intervento di re Carlo III, trasmesso attraverso il suo principale consigliere, ha contribuito a chiarire che la monarchia non si opponeva alla presenza delle forze armate ugandesi alla manifestazione.
Uganda e Invictus Games: il ritiro iniziale
La decisione dell’Uganda di non partecipare era stata annunciata dopo che Carlo III aveva definito Harry e Meghan Markle cittadini privati con interessi commerciali e attività benefiche, precisando che non erano più membri operativi della famiglia reale.
Il generale Muhoozi Kainerugaba, comandante delle forze di difesa ugandesi e consigliere presidenziale senior per le operazioni speciali, aveva dichiarato che il Paese non avrebbe preso parte a iniziative prive dell’approvazione del sovrano. Aveva inoltre criticato le posizioni favorevoli a Harry e Meghan presenti all’interno del ministero della Difesa, definendole un atteggiamento da fermare immediatamente.
Carlo III chiarisce la posizione della monarchia
Secondo Chris Magezi, portavoce delle Forze di difesa del popolo ugandese, il principale consigliere del re ha avuto un colloquio telefonico con il comandante della Difesa. Durante la conversazione, il rappresentante della monarchia avrebbe incoraggiato la ripresa dei preparativi per la partecipazione dell’Uganda agli Invictus Games.
Carlo III sarebbe rimasto colpito dalla scelta ugandese di ritirarsi per evitare che la decisione fosse interpretata come una posizione contraria al sovrano. Il re avrebbe chiarito di non avere obiezioni alla presenza del contingente nazionale alla competizione sportiva dedicata al personale militare ferito, malato o infortunato.
La conferma della partecipazione ugandese
Dopo il chiarimento trasmesso da Buckingham Palace, il generale Kainerugaba ha approvato nuovamente la partecipazione delle Forze di difesa del popolo ugandese alla prossima edizione degli Invictus Games, prevista a Birmingham, nel Regno Unito.
Magezi ha comunicato che il comandante ha apprezzato il messaggio del re e la precisazione fornita dalla monarchia. Le preparazioni per l’evento saranno quindi riprese, dopo una sospensione durata pochi giorni.
Harry e il legame con gli Invictus Games
Il duca di Sussex ha fondato gli Invictus Games nel 2014. L’organizzazione promuove una manifestazione sportiva biennale destinata a militari in servizio o veterani colpiti da ferite, malattie o lesioni.
Secondo quanto riferito, Harry avrebbe attribuito alla dichiarazione del padre la temporanea rinuncia dell’Uganda. Una fonte ha osservato che le conseguenze della disputa avrebbero colpito soprattutto gli atleti degli Invictus Games, estranei al confronto sulla posizione dei Sussex nella famiglia reale.
Carlo III aveva ricordato che Harry e Meghan avevano rinunciato nel gennaio 2020 agli incarichi rappresentativi per conto del sovrano. La coppia, che considera se stessa una presenza pubblica, avrebbe contestato la definizione di cittadini privati. Dopo sei anni trascorsi lontano dal Regno Unito, Harry e Meghan sono rientrati nel Paese con i figli Archie e Lilibet.
Prossimi impegni pubblici di Harry
Gli Invictus Spirit Awards rappresenteranno il primo impegno ufficiale di Harry dopo il trasferimento dalla California. In seguito, il duca di Sussex è atteso anche ai WellChild Awards, in programma entro la fine del mese.
Personalità coinvolte nella vicenda
La questione ha coinvolto esponenti della famiglia reale, rappresentanti militari ugandesi e i fondatori legati agli Invictus Games.
- Carlo III, re del Regno Unito intervenuto per chiarire la posizione sulla partecipazione dell’Uganda.
- Harry, duca di Sussex e fondatore degli Invictus Games.
- Meghan Markle, moglie di Harry e duchessa di Sussex.
- Muhoozi Kainerugaba, comandante delle Forze di difesa del popolo ugandese.
- Chris Magezi, portavoce delle Forze di difesa del popolo ugandese.

